Carnevale vecchio e pazzo…

Il Carnevale è ormai iniziato da qualche giorno e io giravo tra negozietti alla ricerca di qualche ispirazione creativa a tema, quando tra le corsie di un negozio, la voce di un bimbo che ripeteva alla mamma la poesia che stava imparando a scuola, mi ha riportata magicamente indietro nel tempo, a quando anche io, bambina, imparavo quella stessa poesia e la ripetevo alla mia mamma per verificare di averla imparata alla perfezione…

Vecchia dolce memoria della mia bella infanzia…

Sulla scia di un’emozione, mi metto alla ricerca della poesia sul web e scopro che è addirittura un’opera di D’Annunzio (chissà perchè questa cosa mi stupisce poi…)

Ve la riporto qui sotto. Chissà che qualcuno di voi non abbia questo stesso ricordo legato al Carnevale!

 

CARNEVALE VECCHIO E PAZZO

(Gabriele D’Annunzio)

Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all’improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.

Avete anche voi una “poesia del cuore” che vi riporta allo spirito carnevalesco dell’infanzia?

Condividetele qui con me!

A presto,

Cristina

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